The Secret of Monkey Island
Il giovane Guybrush Threepwood arriva a Mêlée Island con un sogno molto preciso: diventare un temibile pirata. Per essere preso sul serio dai capi pirata del posto deve superare tre prove, tra duelli, cacce al tesoro e un furto decisamente rischioso. Il problema è che il suo entusiasmo supera di gran lunga la sua esperienza, e sull’isola nessuno sembra disposto a rendergli la vita semplice.
Completate le prove, Guybrush deve inseguire LeChuck, che ha rapito Elaine. Stan gli procura una nave e una ciurma poco incline a lavorare lo accompagna verso Monkey Island. La ricerca attraversa foreste, incontri con Herman Toothrot e un villaggio dove trovare un aiuto contro i fantasmi. Quando Guybrush raggiunge la nave nemica, scopre che il confronto decisivo lo attende di nuovo a Mêlée: il viaggio finisce per ricondurlo al punto di partenza, con ben altra esperienza.
La conclusione
Elaine aveva già preparato un proprio piano per liberarsi: l’intervento di Guybrush lo complica. Il confronto con LeChuck prosegue fra le vie di Mêlée e si risolve grazie alla birra di radice. Guybrush ed Elaine guardano i fuochi d’artificio; alcune battute finali dipendono dalle scelte compiute durante il viaggio. La vittoria chiude l’avventura, ma la promessa comica resta: il nostro eroe non sarà mai padrone di tutto ciò che racconta.
Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge
Guybrush non è più il ragazzo appena sbarcato a Mêlée: ora ha un’avventura da raccontare e non perde occasione per ricordarlo a chiunque incontri. La sua nuova ossessione è Big Whoop, un tesoro leggendario che promette di consacrarlo fra i grandi pirati. La ricerca parte da Scabb Island, dove il prepotente Largo LaGrande tiene gli abitanti sotto il proprio controllo e rende difficile perfino lasciare l’isola.
La liberazione di Scabb dal controllo di Largo ha un prezzo: un frammento della barba di LeChuck permette al suo servitore di riportarlo in vita. Guybrush cerca i quattro pezzi della mappa di Big Whoop fra Scabb, Booty e Phatt, coinvolgendo Wally e ritrovando Elaine. LeChuck lo cattura, ma la fuga conduce a Dinky Island e alla scoperta dell’accesso al tesoro. La promessa di una ricompensa lascia così spazio a uno scontro molto più personale.
La conclusione
Nei sotterranei Guybrush costruisce una bambola voodoo per fermare LeChuck. Il nemico si rivela sotto un’apparenza inattesa: i due sembrano bambini all’interno di un parco di divertimenti. Lo sguardo finale del piccolo LeChuck e l’attesa di Elaine impediscono però di ridurre tutto a una spiegazione sicura. È una conclusione volutamente ambigua: le interpretazioni e le successive riprese della saga non vanno confuse con un’unica risposta esplicitamente dimostrata dal gioco.
The Curse of Monkey Island
Alla deriva in mezzo al mare, Guybrush raggiunge Plunder Island proprio mentre Elaine Marley deve fronteggiare un nuovo attacco di LeChuck. Il ricongiungimento sembra l’occasione per lasciarsi alle spalle i guai, ma un anello scelto con troppa leggerezza scatena una maledizione voodoo: il gesto romantico del nostro eroe diventa l’inizio di un’altra emergenza.
Dopo aver fatto esplodere la nave di LeChuck, Guybrush ritrova Elaine ma la colpisce involontariamente con la maledizione dell’anello. Deve recuperare la statua trafugata, reclutare una ciurma e raggiungere Blood Island. Fra una famiglia legata a un albergo, contrabbandieri e traversate poco rassicuranti, cerca un anello e un diamante capaci di spezzare l’incantesimo. La riunione con Elaine non conclude però il viaggio: LeChuck li trascina nel proprio parco, dove vuole imporre una versione ben diversa della loro storia.
La conclusione
Guybrush libera Elaine dalla maledizione, ma a Big Whoop viene trasformato in bambino. Tornato adulto, affronta LeChuck lungo l’attrazione che rievoca le sue disavventure e provoca un’esplosione che seppellisce il nemico sotto il ghiaccio. Guybrush ed Elaine possono finalmente sposarsi. Il parco riporta il capitolo precedente dentro la nuova storia: è una ripresa narrativa del suo finale, non la cancellazione dell’ambiguità vissuta dal giocatore nel 1991.
Escape from Monkey Island
Guybrush ed Elaine tornano a Mêlée Island dopo il viaggio di nozze e trovano un’accoglienza tutt’altro che festosa. Elaine è stata dichiarata morta, la sua posizione di governatrice è in pericolo e persino la loro casa rischia di sparire. Ristabilire la verità sembra una semplice formalità, finché Guybrush non scopre quanto possano essere ostinate le autorità dei Caraibi.
Elaine cerca di recuperare la propria posizione mentre Guybrush deve chiarire un’accusa di rapina e inseguire le tracce di un furto. Ozzie Mandrill cerca l’Insulto Supremo per piegare i pirati ai suoi progetti; Charles L. Charles nasconde il ritorno di LeChuck. Le indagini portano a Lucre, Jambalaya e infine Monkey Island. Qui Guybrush incontra di nuovo Herman Toothrot e affronta il Monkey Kombat: la storia familiare dei Marley e l’arma cercata da Ozzie finiscono per intrecciarsi.
La conclusione
Herman Toothrot recupera la memoria e si rivela H. T. Marley, il nonno di Elaine. Ozzie usa l’Insulto Supremo per controllare un gigantesco LeChuck; Guybrush lo affronta con il robot scimmia. Una serie di pareggi esaspera LeChuck, che schiaccia Ozzie e distrugge l’arma, provocando la propria esplosione. La minaccia commerciale e quella soprannaturale vengono fermate insieme, mentre il ritorno di Marley scioglie la questione del governo dell’isola.
Tales of Monkey Island
Guybrush Threepwood vorrebbe mettere fine una volta per tutte alla minaccia di LeChuck. Ma nei Caraibi anche i piani più eroici possono prendere una piega disastrosa: durante un nuovo scontro con il suo nemico, il nostro temibile pirata provoca involontariamente la diffusione di una maledizione voodoo. Il contagio minaccia gli abitanti dell’arcipelago e trasforma una vittoria tanto desiderata nell’inizio di un nuovo problema.
La ricerca della cura conduce Guybrush da Flotsam alle isole di Jerkbait e dentro un enorme lamantino, sulle tracce di La Esponja Grande. Morgan, il marchese de Singe e un LeChuck apparentemente umano portano interessi diversi nella stessa caccia. Il ritorno a Flotsam conduce a un processo e la cura della piaga non basta a sciogliere l’inganno. Il quarto episodio ribalta la situazione; il quinto sposta il viaggio nel crocevia fra vita e morte, dove Guybrush deve trovare una strada per tornare e fermare il nemico.
La conclusione
LeChuck rivela il proprio piano e uccide Guybrush. Nell’ultimo episodio il protagonista attraversa l’aldilà, cerca di riunirsi al proprio corpo e affronta il nemico insieme a Elaine e Morgan. Dopo lo scontro, il legame rappresentato dall’anello gli consente di tornare da Elaine. La scena successiva ai titoli aggiunge una coda al rapporto fra Morgan e la Voodoo Lady: il racconto conclude la traversata, lasciando aperte alcune intenzioni di chi l’ha guidata.
Return to Monkey Island
Il segreto di Monkey Island continua a esercitare il suo richiamo. Guybrush, ormai un pirata con molte avventure da raccontare, non ha abbandonato il desiderio di svelarlo e torna a cercare una strada verso l’isola. Il punto di partenza è Mêlée Island, un luogo familiare che conserva vecchi ricordi ma riserva anche parecchie sorprese.
Guybrush si imbarca sotto mentite spoglie sulla nave di LeChuck, cerca l’appoggio della ciurma e raggiunge Monkey Island. La ricerca di una mappa lo rimanda poi a Mêlée, dove il Segreto è collegato a una cassaforte e a cinque chiavi sparse nell’arcipelago. La caccia attraversa Brrr Muda, Terror Island e altre destinazioni; Elaine osserva anche il costo delle sue azioni. Ottenute le chiavi, la corsa contro LeChuck e i nuovi capi pirata conduce sotto la testa della scimmia.
La conclusione
L’ultima porta conduce a un ambiente che mostra la costruzione dell’illusione piratesca: un’attrazione con figure e installazioni da spegnere. Il forziere può contenere una maglietta che rivendica la scoperta del Segreto. Il racconto torna a Guybrush e a suo figlio Boybrush; risposte e scelte permettono sfumature conclusive diverse. Non c’è bisogno di imporre una sola lettura: il finale distingue il valore di una risposta dal valore del tempo passato a inseguirla. Dopo i titoli, lo Scrapbook conserva anche una lettera degli autori.
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