Un’estate davanti all’Amiga 500
Il mio primo incontro con Monkey Island risale a quando frequentavo le medie. Lo giocai appena arrivò sull’Amiga 500, insieme a un mio amico, e rimanemmo sbalorditi. La cura dei dettagli, quella grafica che ci sembrava pazzesca e le musiche meravigliose rendevano ogni schermata qualcosa in cui fermarsi, guardare e ascoltare.
Sembrava un gioco fuori dal tempo: una novità arrivata dal futuro, la massima espressione di ciò che la tecnologia dell’epoca potesse offrire. Quell’estate le mattine diventarono una grande esplorazione del gioco. È uno dei ricordi da cui nasce la mia passione per questa saga.
Il pesce d’aprile di TGM
Un altro ricordo è il pesce d’aprile pubblicato da The Games Machine (TGM) nell’aprile del 1993: un inesistente Monkey Island 3, con il sottotitolo «May the monkey be with you!». La redazione aveva confezionato falsi screenshot combinando elementi grafici di Monkey Island 2 e Star Wars: X-Wing; nel menu SCUMM compariva perfino il comando «Usa la Forza». Lo scherzo fu così convincente che molti lettori ci cascarono e continuarono a credere per anni nell’esistenza del progetto.

Rileggi il pesce d’aprile del 1993 →
Ricordo uno scherzo fatto benissimo, tanto che conservo ancora quel numero della rivista. Il vero Monkey Island 3, The Curse of Monkey Island, uscì soltanto alcuni anni dopo, nel 1997. Fu un grande successo tra gli appassionati, che ne apprezzarono il nuovo stile da cartone animato, le animazioni, il doppiaggio e la colonna sonora.
Una passione, dal 1999
Da quella passione nasce, l’11 marzo 1999, il Monkey Island Site: un luogo per celebrare un’avventura che, per molti di noi, non è finita con i titoli di coda. Guybrush, le isole, i duelli d’insulti e le musiche dei Caraibi avevano lasciato qualcosa che meritava un luogo in cui ritrovarsi.
Il sito è cresciuto intorno a questa idea: raccogliere informazioni, immagini, soluzioni e curiosità, ma anche dare spazio alle persone. Disegni, racconti, contributi e scambi fra appassionati hanno affiancato le pagine dedicate ai giochi, trasformando una raccolta in una piccola ciurma.

Conservare l’emozione dell’avventura
Nel testo con cui presentavo il sito raccontavo il desiderio di mantenere viva la memoria di un gioco capace di regalare ore di spensieratezza. Lo spirito resta quello: non soltanto ricordare una tecnologia o una stagione dei videogiochi, ma ritrovare il piacere di fantasticare, esplorare e lasciarsi sorprendere.
Monkey Island unisce comicità, atmosfere e invenzioni che funzionano insieme. Anche la musica partecipa al racconto: il sistema iMUSE, introdotto in LeChuck’s Revenge, è uno degli esempi di questa attenzione al rapporto fra ciò che accade e ciò che ascoltiamo.
Il diario del sito
Visita la veste delle origini conservata in Museo1999 →. La copia riporta aggiornamenti fino al 1 febbraio 2008.
- 11 marzo 1999 — Nasce il Monkey Island Site.
- 1999–2007 — Nel diario compaiono segnalazioni, riconoscimenti e incontri con altre realtà del web. Le tappe documentate sono raccolte nella pagina dei riconoscimenti.
- 28 luglio 2015 — È la data di aggiornamento riportata dalla versione oggi conservata nel Museo2015, interamente in italiano.
- Il nuovo corso — Il sito si rinnova per schermi diversi, con contenuti più ordinati e un accesso dedicato al Museo delle edizioni storiche.
Un nuovo porto, la stessa rotta
Il museo conserva il sito nella sua veste storica. Il nuovo Monkey Island Site riparte dai suoi contenuti per renderli più leggibili, completare i percorsi della saga e accogliere nuove creazioni. L’obiettivo è tenere insieme la memoria del primo viaggio e la curiosità per quelli che devono ancora cominciare.

Buona navigazione, bucanieri!
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Gli incontri della ciurma
Forum, chat e cartoline virtuali raccontano anche il modo in cui si viveva il web. Le loro pagine spiegano lo stato dei servizi, senza riattivare i vecchi strumenti.
IN ROTTA PER I CARAIBI · DAL 1999